Degustazione Lungarotti | Sabato 10 Febbraio

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Questa settimana ci focalizzeremo su un’unico vino, straordinario, da anni ormai acclamato fra i migliori rossi italiani, presentando quella che è stata la migliore annata del decennio. Parliamo del Rubesco Riserva Villa Monticchio 2010 di Lungarotti.

Fondata negli anni sessanta da Giorgio Lungarotti, l’azienda ha dato vita in quell’epoca di cambiamento a una dimensione nuova e trainante per Torgiano e per l’Umbria intera, con il vino elemento centrale di un sistema di promozione del territorio. E ancora una volta ci piace evidenziare un universo declinato al femminile con Chiara, Teresa e Maria Grazia oggi alla guida di questa realtà.

Nei 250 ettari a vigneto si adottano tecniche colturali innovative, improntate alla sostenibilità e al rispetto dell’ambiente. Le densità d’impianto sono tali da aumentare la competitività tra le piante e contenere la produzione per ceppo ottenendo una migliore qualità delle uve. Un’attenta gestione del terreno consente l’accumulo e la conservazione delle risorse idriche e permette alle radici di arrivare in profondità per ricercare acqua ed elementi nutritivi, rendendo così la pianta più resistente in caso di siccità. In tal modo inoltre si riesce a controllare le erbe infestanti e ostacolare lo sviluppo e la diffusione degli agenti patogeni. Grande importanza è data alle operazioni di potatura verde. L’obiettivo è di garantire concentrazioni dei componenti dell’uva che permettano di preservare integri gli aromi primari ed i precursori dei secondari nelle varietà bianche e, in quelle a bacca rossa, di ottenere concentrazione ed equilibrio ottimali.

Assaggeremo uno straordinario Sangiovese in purezza dalla Vigna Monticchio, situata in collina a 300 m s.l.m., con esposizione ad Ovest su stratificazioni composte da alternanze argilloso-sabbiose. Basse rese, circa 60 quintali per ettaro. Fermentazione in acciaio, affinamento in botti e barriques di rovere per circa 12 mesi e per 5 anni in bottiglia. Rosso rubino intenso, con sfumature violacee. Il nome stesso deriva dal latino rubescere, arrossire. Profumo elegante e complesso, che ricorda la visciola e la violetta con raffinati sentori di cacao, con finale speziato di pepe e chiodi di garofano. Attacco caldo e consistente nella struttura, frutto complesso e leggermente balsamico; acidità viva e piacevolmente fresca, tannino intrigante, finale lungo e dalla chiusura speziata. Pronto per un invecchiamento trentennale.

Sabato 10 Febbraio 2018

11.00 – 13.00 / 17.00 – 19.30

Guido De Ponti, il Geologo Droghiere