Riso Acquerello

Riso Acquerello

Nella pianura vercellese, dove si coltiva riso fin dal 1400, Cesare Rondolino acquista nel 1935 la Tenuta Colombara — l’inizio di una storia di famiglia che, decenni dopo, suo figlio Piero porterà a un punto di svolta radicale. Negli anni ’90 Piero si chiede se il riso, nella sua lavorazione industriale, non stia perdendo qualcosa di essenziale: la gemma del chicco, normalmente eliminata durante la raffinazione.

Da quella domanda nasce un processo brevettato che reintegra la gemma nel Carnaroli lavorato, usando un’elica — derivata, curiosamente, da macchinari dell’Ottocento — per sbiancare ogni chicco con una delicatezza che nessun metodo industriale garantirebbe. Il risultato è un riso che mantiene sapore, consistenza in cottura e valore nutrizionale ben oltre lo standard del settore.

Oggi la Tenuta Colombara non è solo un luogo di produzione: ospita il Conservatorio della risicoltura, collabora con l’Università di Scienze Gastronomiche, ed esporta in oltre settanta paesi. Un’azienda che ha trasformato un dettaglio tecnico — non buttare via la gemma — in un’intera filosofia di eccellenza.

A noi resta un ricordo affettuoso, nel 2013 Gianni Berengo Gardin, il fotografo recentemente scomparso, pubblicò un libro magnifico, Il racconto del riso, frutto di un lungo lavoro fra i campi e i luoghi della Tenuta Colombara. Per la pubblicazione, fummo invitati dal nostro caro amico Marco Vallora, fra i curatori dell’opera. Già il viaggio fu un’esperienza memorabile, strabordante di discorsi e situazioni surreali. Arrivati alla tenuta, Marco era visibilmente stanco, reduce dai suoi infiniti pellegrinaggi alla ricerca della bellezza. Doveva parlare alla presentazione, ma eravamo convinti che non sarebbe stato in grado di articolare un discorso sensato. E invece, una volta preso in mano il microfono, la sua mente si aprì a un racconto finissimo che intrecciava i luoghi, la cultura e il lavoro del grande fotografo. Solo lui poteva tenere insieme tanti piani con una tale entusiasmante maestria. Anche Marco ci ha lasciati qualche anno fa. Non lo dimenticheremo mai.

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