Venchi

Silvano Venchi ha solo quattordici anni quando, nel 1863, arriva a Torino da Robbio Lomellina per imparare l’arte del confetturiere. Figlio di contadini, comincia come operaio dolciere prima di aprire, nel 1878, il proprio laboratorio in via degli Artisti — l’inizio di una storia che nel 1904 vince una medaglia d’oro all’Esposizione Generale di Torino, e che nel 1922 dà vita a un prodotto destinato a diventare iconico: le Nougatine, nocciole caramellate croccanti racchiuse in un guscio di cioccolato fondente al 60%, una ricetta che non è mai cambiata in oltre un secolo.
Non è una storia lineare. A metà Novecento l’azienda arriva a contare trecento punti vendita e cinquemila dipendenti, ma una crisi profonda interrompe questa crescita, fino alla chiusura degli stabilimenti. Ci vogliono anni perché tre imprenditori — tra cui Giovanni Battista Mantelli — rilevino il marchio e lo riportino al proprio nome originale, ricostruendo da zero un nuovo stabilimento a Castelletto Stura, in provincia di Cuneo.
Oggi Mantelli è “l’anima creativa” di Venchi, con un’idea semplice quanto ambiziosa: esprimere il cioccolato in ogni sua forma possibile, “dalla tavoletta al gelato”. Visita personalmente le piantagioni di cacao in Ecuador, Perù e Venezuela, stringendo accordi diretti con i coltivatori. Da un laboratorio ottocentesco a oltre duecento negozi in settanta paesi, la vera continuità resta questa: andare a cercare la materia prima, non aspettare che arrivi.
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