Ben ritrovati. Ripartiamo con un breve ma intenso viaggio alla scoperta di uno dei più grandi vini bianchi del mondo, scendendo dalle colline jesine fino al cuore enologico e geografico della Marca, le colline del territorio di Matelica. Due territori che esprimono caratteristiche differenti. Il primo influenzato dal mare, il secondo più arretrato rispetto alla costa e quindi continentale, che si distingue per maggiori escursioni termiche, dovute ad altitudini che raggiungono i 700 metri. Paradossalmente quello che c’interessa di più sono i punti di contatto, piuttosto che le differenze. La tenace volontà di piccoli produttori che da anni s’impegnano per superare le diffidenze dovute ad una mediocrità qualitativa e commerciale ormai da tempo superate, la grande longevità e la freschezza dovute a un grande territorio trattato con estremo rispetto. Ca’Liptra è l’unione recente delle diverse esperienze di quattro soci con alle spalle storie diverse, ma una grande passione per le colline intorno a Cupramontana. Una realtà piccola, un’artigianalità del fare vino che ci stupisce e dona buon umore. Bisci ha origine dalla passione dei fratelli Giuseppe e Pierino che nel 1972 acquistano circa 15 ettari in una zona fortemente vocata di vigneti esposti a sud. Oggi la vigna è inerbita e in conversione biologica. Assaggeremo: Ca’Liptra Kypra, Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Superiore, espressione autentica e differente di ogni annata, da vigne di quarant’anni, quindi in piena maturità, esposte ad est. Fermentazione e affinamento in vasche d’acciaio. Lieviti indigeni. Una produzione di sole 5.000 bottiglie. Di colore giallo paglierino, al naso esprime fiori di ginestra e frutta bianca. In bocca è di spiccata eleganza, strutturato, avvolgente, sapido e fresco. Bisci, Verdicchio di Matelica, lavorato con delicatezza, ha stoffa e corpo, sorretti da un grande equilibrio fra un’elevata acidità e ricchezza alcolica, che ne permettono notevole longevità. Vigne di 30/40 anni. Fermentazione in vasche d’acciaio. Di colore giallo paglierino scarico, con riflessi verdognoli. Profumi netti di fiori bianchi, e anice. Intenso, sapido, con tipica nota amarognola nel finale.
Sabato 16 Settembre 2017 11.00 – 13.00 / 17.00 – 19.30
Guido De Ponti, il Geologo Droghiere