Dopo un decennio torniamo a Faedo per condividere un lavoro che un lungo elenco di motivi conferma extra-ordinario. Ne parleremo sabato. Gli eventi recenti ci portano a partire dalla coda di una storia fra le più emblematiche del panorama vinicolo italiano. Abbiamo rimandato più volte la conoscenza di Pojer e Sandri e ora ci troviamo inaspettatamente di fronte a un fatto compiuto. Fiorentino Sandri e Mario Pojer hanno deciso, di comune accordo così come hanno lavorato per cinquant’anni, di proseguire per strade diverse. Ci resta il rammarico di aver mancato un incontro memorabile. Del resto spesso ci lasciamo trattenere in bottega a discapito di scambi preziosi. Una lezione sul tempo che cercheremo di imparare.
Siamo in Trentino, fra porfidi e dolomia tra i 250 e i 750 metri sul livello del mare, dove tutto nasce mezzo secolo fa, come ci ricordano in apertura del loro bellissimo sito:
“due giovani, due ettari, poche risorse,
qualche idea, molto coraggio, un sogno”
Aggiungiamo un bel po’ di follia e avremo sette ingredienti, sette note musicali. Possibilità infinite, come ricorda il nome di uno dei loro vini di maggior successo, lo Zero Infinito.
Assaggeremo:
Riesling, da uve coltivate a circa 600 metri, affina sulle fecce fini in piccoli fusti di acacia. Di colore giallo paglierino, al naso profuma di albicocca e pompelmo. L’evoluzione ne amplifica le note terziarie di idrocarburi. In bocca è verticale, persistente, di alcol moderato. Perfetto con piatti speziati e tempura di verdure.
Pinot nero, da vigne fra i 350 e i 650 metri, affina in acciaio e legno dopo una fermentazione breve. Di colore rosso rubino chiaro, ha un vivo profumo di fragole e lamponi, al palato è denso, fruttato e di estrema pulizia. Può sorprendere abbinato a piatti di pesce.
Sabato 17 ottobre
11.00 – 13.00
17.00 – 19.30
Guido De Ponti,
il Geologo Droghiere
Andrea Voltattorni,
il Versastorie
